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Le cose che ho imparato nel 2024

Prua di un kayak rosso su Bear Lake, Seward, Alaska. L'acqua è ferma, con foreste all'orizzonte, sotto un cielo grigio

Ho deciso di credere che durante l’anno sono così assorbito dalle cose che imparo che per lo più mi dimentico di segnarmele. Quindi sembrerà per sempre che nel 2024 io abbia imparato molto poco, e che per lo più il mio anno sia stato un’unica gettata di ignoranza e disperazione.

  1. Ne avevo una sul fatto che le crêpes sono un adattamento francese delle crespelle, la cui ricetta potrebbe essere stata inventata o commissionata da un papa. Ma a questo punto la storia è senz’altro intrisa di miti, quindi non sono più sicuro di quale sia la verità che ho imparato.
  2. A Fortaleza c’è una scuola che prende il nome da Topo Gigio, uno dei personaggi più insopportabili che l’Italia abbia mai prodotto. Non ho bisogno di ribadire quanto sia fastidioso, ma lo faccio lo stesso.
  3. Ho sempre pensato che sommare le cifre di un numero insieme ripetutamente per ottenere una singola cifra fosse solo una cosa che i bambini fanno per inventare delle numerologie, ma a quanto pare è una vera roba matematica, con un modo elegante di calcolarla senza fare tutti i passaggi. Si chiama radice digitale di un numero, e in base 10 si calcola come il resto della divisione del numero per 9, o 9 se il resto è 0.
  4. Harvard possiede una villa a Firenze. E non so perché la cosa mi abbia sorpreso. Ma la domanda è, per entrare mi basta toccare il mio tesserino di riconoscimento?
  5. La parola italiana papero denota una giovane oca, non una giovane anatra, nonostante quello che la Disney ha fatto credere a tutti in tutti questi anni. Wiktionary in inglese (ma non quello italiano) cerca di attutire il colpo chiamando colloquiale l’uso improprio, ma mi sentirò per sempre ingannato.
  6. I cirri riscaldano la terra e potrebbero diventare più frequenti man mano che il clima si riscalda. Almeno avremo dei bei cieli, no?
  7. Parrebbe che una delle mie canzoni popolari francesi preferite, “Nous n’irons plus au bois”, in realtà parlasse di prostituzione. Embrassez qui vous voudrez.
  8. Sapevo già che i caribù e le renne sono la stessa specie, ma ora so che i caribù sono sempre selvatici e le renne possono anche essere addomesticate. L’ho imparato durante il mio viaggio in Alaska la scorsa estate, che è stato molto divertente fino a quando non sono risultato positivo al covid.
  9. Allo stesso modo, la differenza tra castagne e marroni è che le castagne sono varietà selvatiche e possono avere fino a sette frutti per riccio (mio papà sostiene che siano al massimo due, ma forse anche lui ha qualcosa da imparare), mentre i marroni sono coltivati e possono avere fino a tre frutti per riccio, anche se alcune fonti affermano che debbano averne uno solo per poter essere considerati marroni.
  10. Naturalmente sono finito a fare ricerche sugli ippocastani, che sono comuni dalle mie parti. Ho sempre saputo che i loro frutti (le castagne matte, che la mia maestra elementare ci intimava di non chiamare così, forse per non offenderle) non sono affatto castagne. Quello che però non sapevo è che, immagino a causa del loro contenuto di saponine, possono essere trasformate in un detersivo ecologico. Starò pure cercando dei detersivi che non mi facciano schifo, ma giuro che non mi metterò a raccogliere e fare la pappa di castagne matte.
  11. Questa mattina Wikipedia italiana aveva un articolo in prima pagina su un giocattolo demenziale noto come Gilbert U-238 Atomic Energy Laboratory, che conteneva vero materiale radioattivo. Perché gli umani sono del tutto fuori di testa.