antiorario

Pizza al taglio e dominazione del mondo

Mi piacerebbe poter dire che la prima conversazione della mattina avesse riguardato il concerto degli U2 di questa sera, e invece no – quella è stata solo la seconda. D’accordo, alla prima non ho partecipato direttamente, e mi è bastato ascoltarla.

L’apice della conversazione è stato quando una donnina, seriamente preoccupata, ha detto alla fornaia «Ah, ma tra un po’ saremo comandati da loro,» e poi se n’è andata scuotendo la testa.

«Loro,» naturalmente, sono «gli extracomunitari.» (Inserire qui una battuta sugli svizzeri.) E, a quanto ho capito, tutta la conversazione riguardava una nuova pizzeria aperta nelle vicinanze, con un’insegna in arabo. O, almeno, a qualcuno «pareva» che fosse scritta in arabo.

Come tutti sanno, la via più breve per la dominazione del mondo è la vendita di pizza al taglio.

Poi la fornaia, verso di me – si vede che mi conosce abbastanza – ha detto che alla fine ognuno ha le sue idee. Io non ho ribattuto, anche perché la donnina preoccupata aveva già portato le proprie idee altrove e il forno non è esattamente luogo di filosofia, quindi ho preferito farmi coinvolgere nella conversazione successiva, quella sugli U2.

In realtà, non è vero che «ognuno ha le sue idee.» La donnina preoccupata non ha le sue idee. Diciamo la verità, non sa neanche di che cosa stia parlando. E la fornaia, neanche lei ha le sue idee. Tutte e due hanno l’impressione di avere delle idee, basate sul passaparola mattutino dei clienti che girano da un negozio all’altro, tanto efficace quanto il gioco del telefono che si fa da bambini.

Se avessero delle idee, se avessero anche solo delle fonti certe su cui basarle, saprebbero che «loro» non comandano neanche dove la loro storia di immigrazione è più lunga. Che anche dove la loro presenza è meno controversa (ma dove lo è davvero?) è difficile per gli immigrati farsi strada nel sistema politico.

E poi, mi chiedo, la donnina è preoccupata che «loro» prendano il posto della nostra classe politica attuale? L’unica parola che mi viene in mente è: magari.