antiorario

A Imola qualcosa puzza

Siamo a Imola, è sabato, intorno alle 5 di mattina. Da quando, in maggio, ho cominciato a tenere le finestre aperte durante la notte, il buon sonno del sabato mattina è stato regolarmente interrotto da un improvviso cambiamento nell’odore dell’aria. E mi sembra odore di plastica bruciata da qualche parte fuori città, anche se forse non è così fastidioso. Oppure odore di qualche concime, ma chi concima tutti i sabati alla stessa ora?

La pestilenza è come una goccia di inchiostro nell’acqua, e sembra che la direzione del vento non importi: l’odore è dappertutto, e quando uno si alza a chiudere le finestre è troppo tardi. Non resta che aspettare, perché l’invasione dura poco. Mezz’ora, forse, e tutto torna normale – tranne il cervello, che continua a sentirlo e a non voler dormire.

L’orario è perfetto per trovare la gente impreparata. I netturbini non hanno ancora cominciato i loro giri e il bar sotto casa aprirà solo tra un paio d’ore. A quell’ora del sabato non c’è nessuno che possa rispondere alle domande, e la pestilenza se ne va com’è venuta, sperando che chi l’ha sentita se ne dimentichi, fino al prossimo sabato. E quello dopo. Finché un giorno non sarà troppo freddo per tenere le finestre aperte.

Considerazione finale: visto che gli anni scorsi questa cosa non si verificava, che cos’è cambiato a Imola nel corso dell’ultimo anno? Avrei bisogno di altri testimoni olfattivi, e soprattutto di qualcuno che potesse riconoscere l’odore. Mi piacerebbe sapere che cosa respiro, e soprattutto perché mi fanno respirare qualcosa di così orrendo a un orario così sospetto.