antiorario

La mia tabula rasa

Dopo quattro anni e mezzo di Orme (e a dieci dalla prima volta che ho messo in rete il primo file HTML di quel sito che sarebbe poi diventato Antiorario), ho pensato di dare una svolta, data la carenza di articoli (soprattutto di quelli interessanti) negli ultimi tempi. Certo, il concetto di «interessante» è sempre relativo, ma mi rendo conto che le mie Orme si siano inabissate da questo punto di vista.

Una delle ragioni di questa carenza è senz’altro l’abbondanza di scrittura al di fuori di Antiorario. (Nonostante l’abbondanza, però, non mi pare di scrivere mai abbastanza.) Credo che persino Twitter abbia contribuito, con il suo ruolo di valvola di sfogo poco impegnativa – basta un pensiero per scrivere un tweet, posso farlo dall’iPhone con una mano sola, e ho la certezza che quelle due righe, in quei dieci secondi sulla home page di Twitter, verranno lette da molte più persone di quante non abbiano voglia di arrivare su Antiorario.

C’è stata poi la mia decisione di spostare altrove le mie argomentazioni tecnologiche, perché mi pareva che le Orme stessero diventando più quello che altro, senza però avere la vocazione e la continuità necessarie ad essere un vero technoblog. Per fortuna, visto che non mi pagano per quello.

Gli ultimi giorni sono stati una specie di rivelazione, che ha coinciso con un upgrade massiccio di Antiorario a Drupal 6 e con il consolidamento strutturale dei miei siti personal-professionali. (Che siano solidi e coerenti tra loro non significa necessariamente che siano «belli.» L’ultimo sito di cui il web designer si preoccupa è il suo, in modo del tutto contrario alla logica.)

Quindi, tabula rasa: Orme ricomincia da zero. Visto che sono uno che tende a conservare tutto (ma sto migliorando), restano gli archivi e i vecchi contenuti, ma in disparte. Per il resto, Orme di Antiorario comincia qui.