antiorario

Brava canina, Klara

La Klara mentre fa il bagno

I miei genitori presero la Klara alla fine dell’estate del 1999 quando era ancora una cucciola. Io ero appena partito per un anno in California, e ammetto che prima di conoscerla non capivo bene che cos’avesse di tanto speciale. Forse ero anche un po’ geloso.

La Klara era l’ultima di una cucciolata di lagotti romagnoli, selezionati per cercare il tartufo, e la leggenda dice che fosse così piccola che nessuno la voleva. Peggio per loro, perché la Klara non aveva solo un gran fiuto per il tartufo, ma era anche di una vivacità spettacolare. Anche negli ultimi anni continuava a comportarsi come una cucciola troppo cresciuta, sempre in cerca di qualcuno che le lanciasse qualcosa da riportare—le sue preferite erano le noci che cadevano dagli alberi sotto cui stava la sua cuccia. Ed era sempre del tutto pazza di mio papà: se c’era lui in giro non aveva occhi, orecchi e naso per nessun altro.

La Klara è sempre stata molto popolare tra i cani maschi. La sua prima gravidanza, quando aveva solo un anno e mezzo, ci diede una cucciolata piuttosto spiacevole—non so che cos’avessero che non andava, ma quei cuccioli erano un branco di antipatici. La seconda gravidanza, nel 2004, ancora dovuta a uno (o persino due) dei cani dei dintorni, ci diede dei cuccioli fantastici. Due di loro, Dmitri e Piotr, sono rimasti con noi, e sono sicuro che sentiranno la mancanza della Klara, in qualche loro modo canino.

Abbiamo sepolto la Klara oggi, assieme a tre noci, subito prima del tramonto. Brava canina, Klarina.