antiorario

Il mio minuto e ventidue secondi

Dieci anni fa mi sono laureato all’Università di Bologna. In via di festeggiamento, oggi ho deciso di copiare il video originale sul computer e di estrarre un minuto e ventidue secondi di me che cerco di spiegare il senso della mia tesi. E che ripeto parecchio la parola «musicale». E che muovo le mani—sostengo che fosse per nascondere quanto mi tremassero.

Dopo avere aspettato il mio turno per tipo dieci ore, alla fine di tutto mi sembrava che la mia vista fosse più chiara, l’aria più calda, e Bologna più pulita. L’avevo dimenticato.

Ma guardate di persona.