antiorario

Le mie città musicali

Forse mi aspettavo di più dalle città musicali. Avere una certa storia non significa necessariamente che un posto possa esserne all’altezza. Né Nashville né Memphis mi ha lasciato un’impressione intrinsecamente negativa, ma in tutti e due i casi non ho potuto fare altro che pensare che sembrassero posti dove qualcuno aveva gettato alla rinfusa degli edifici in uno spazio in precedenza vuoto, senza attenzione particolare.

Ammetto che il mio giudizio sia basato su uno sguardo molto superficiale: la nostra visita a Nashville si è limitata alla Country Music Hall of Fame e al Partenone. Sì, il Partenone: la cosa che non avrei mai pensato mi interessasse vedere, per poi sentirmi quasi obbligato a farlo. Non posso neanche dire che sia ridicolo o disgustoso o offensivo: è lì e basta, fuori posto. La sola cosa che continuavo a pensare era perché mai qualcuno avesse costruito una copia del tempio più famoso dell’antica Grecia. Mi è stato detto di non paragonarli – non la loro storia, non il loro significato, non la loro rilevanza topografica, non i dettagli del loro aspetto. Ma se non lo faccio, non resta altro. E se non aggiungo una specie di patina comica (è il mio lavoro, no?), come potrei fare per il Caesar’s Palace, il suo significato è nullo.

Ogni città ha il suo tratto particolare. Avevamo deciso di non passare per la Georgia e non vedere Atlanta, perché il suo tratto può essere riassunto in una manciata di gusti diversi di Coca-Cola alla spina.

Non so bene quale sia il tratto di Memphis. Non la vita notturna – Beale Street ha velleità da Bourbon Street, ma le mancano l’estensione e gli eccessi. Forse il suo tratto è solo Graceland e il fantasma di Elvis. Ci siamo andati prima di lasciare la città, e le parole che ho in mente per descriverla o commentarla mi farebbero probabilmente arrostire dalla popolazione amante di Elvis su Internet.

Nonostante ciò, Graceland deve essere vista, perché le sue condizioni attuali – il suo aspetto, i visitatori che attrae e il loro modo di interagire con il luogo – sono una parte della cultura americana altrettanto grande di Elvis stesso.

La conclusione è che a questi posti manca l’impatto che uno si aspetterebbe da città americane importanti. Il loro fascino sta nelle storie che raccontano e nel fatto che sono normalmente irraggiungibili: il più possibile lontane dall’esperienza ordinaria di un visitatore.