antiorario

Orme di Antiorario

Brava canina, Klara

La Klara mentre fa il bagno

I miei genitori presero la Klara alla fine dell’estate del 1999 quando era ancora una cucciola. Io ero appena partito per un anno in California, e ammetto che prima di conoscerla non capivo bene che cos’avesse di tanto speciale. Forse ero anche un po’ geloso.

Commedia aziendale

Una fonte che resterà anonima mi ha mandato questo splendido esempio di commedia aziendale. Lo pubblico come l’ho ricevuto—ho cambiato solo i nomi per salvaguardare l’ultimo straccio di dignità della persona coinvolta.

Buon divertimento.

Il mio nuovo lancio

Questo sito è sempre stato terreno di sperimentazione, cosa che non ha sempre avuto un effetto positivo sul suo aspetto, sul suo funzionamento, o sulla freschezza dei suoi contenuti. Nei mesi scorsi ho cercato di trovare delle idee per migliorarlo, e ho tenuto gli occhi e gli orecchi aperti per capire che cosa stessero facendo i designer che hanno a cuore il contenuto. Sono stato particolarmente ispirato dal diario di Craig Mod, che è stato progettato più come una collezione di saggi che un blog.

Il mio minuto e ventidue secondi

Dieci anni fa mi sono laureato all’Università di Bologna. In via di festeggiamento, oggi ho deciso di copiare il video originale sul computer e di estrarre un minuto e ventidue secondi di me che cerco di spiegare il senso della mia tesi. E che ripeto parecchio la parola «musicale». E che muovo le mani—sostengo che fosse per nascondere quanto mi tremassero.

Dopo avere aspettato il mio turno per tipo dieci ore, alla fine di tutto mi sembrava che la mia vista fosse più chiara, l’aria più calda, e Bologna più pulita. L’avevo dimenticato.

Il labbro pendulo di Telecom Italia

Vari sintomi mi fanno pensare che il cliente-tipo di Telecom Italia sia un ometto (nel senso di maschio italiano di bassa statura fisica e morale) di scarso quoziente intellettivo e che ha poca dimestichezza con la tecnologia. D’accordo, quella della bassa statura è un colpo—per l’appunto—basso, non ne ho le prove. Ma per il resto direi che i conti tornano.

La mia tazza di tè

Mi rendo conto sempre più di quanto mi manchino, quando sono a casa, le passeggiate vaganti tipiche di quando sono in viaggio. E non mi manca solo la possibile aria di vacanza. Certo, mi manca il fatto di non avere altro da fare che stare a zonzo con in mano una tazza di tè (ossia un bicchierone di carta, come si usa in America), ma c’è di più: sembra che anche solo l’idea di staccare dal solito lavoro alla scrivania mi dia un impulso di creatività. Il segreto però, penso, sta nello sfruttare subito questo impulso—se possibile appena rientro in casa.

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