Terza Pagina

Esercizi di democrazia

Il garage—quello di casa, che chi vive fuori città non può non possedere—è uno dei luoghi tipici dell’immaginario americano. Nella cultura popolare è rappresentato spesso come l’equivalente maschile della cucina, e a volte arriva a contenere così tanti oggetti da non avere più spazio per l’auto, che rimane perennemente nel vialetto o sulla rampa di ingresso.

Prove tecniche di evoluzione

Per lungo tempo la televisione è stata considerata, e spesso lo è ancora, un mezzo di comunicazione “di servizio”, i cui prodotti possono essere valutati più sulla base di criteri di utilità che non di giudizi estetici. Se questo poteva essere ragionevole quando il mezzo era giovane, negli ultimi tempi – e in particolare nell’ultimo decennio – le cose sono cambiate. L’idea che pubblici numerosi possano sintonizzarsi su programmi di fiction non è più (se lo è mai stata, ma lo era senz’altro agli occhi dei critici) il segno di una tendenza alla passività, all’arrendersi di fronte alla scatola magica in salotto. Gli studi accademici sulla televisione, nati in parte per osservare la relazione tra produzione e pubblico, e le capacità di decisione e reazione di quest’ultimo – come se il prodotto televisivo non fosse che l’ennesimo bene di consumo ideato dal ventesimo secolo – ora non possono più ignorare l’evoluzione del mezzo e dei testi che produce, e della possibilità di sviluppo di forme artistiche nuove, non meno degne di rispetto del cinema o della letteratura.

La rivincita della sorella brutta

[img_assist|nid=46|title=Alcuni fotogrammi della sigla di testa di Ugly Betty|desc=|link=node|align=right|width=231|height=640]Gli elementi ci sono tutti: i ricchi, i poveri, i colpi di scena, il mondo della moda e quello di chi fatica ad arrivare alla fine del mese. Ci sono gli accenti marcati della gente di Queens e le limousine di Manhattan, la trasparenza delle modelle e le curve delle latinas, gli amori che cominciano e si esauriscono in fretta, gli odi profondi, e sequenze di eventi paradossali.

Scherzi del tempo

Il poster del director's cut di Donnie DarkoIl poster del director's cut di Donnie DarkoQuale modo migliore per essere al passo con i tempi se non attraverso una storia ambientata nel passato? La formula è perfetta se la diffusione di questa storia segue, a sua volta, una vicenda travagliata. I casi del destino cinematografico sono spesso strani, ma la combinazione di eventi che circondano un dato film possono rendere i fatti raccontati ancora più densi di significato.

I sotterranei della fiction

Chi denuncia la passività dello spettatore televisivo non ha fatto bene i suoi conti. Chi pensa che il cinema commerciale bruci l’immaginazione riprovi, sarà più fortunato. Chi crede che il lettore di romanzi di successo sia solo un ingranaggio di una macchina che stampa denaro non è, si vede, mai entrato nella Rete.