Mi rendo conto che sia facile sparare sui doppiatori, viste le condizioni in cui immagino siano costretti a lavorare. Da quando, l’anno scorso, i canali di Fox hanno cominciato a mandare in onda le serie americane ancora prima della fine della stessa stagione, senz’altro il lavoro di traduzione e doppiaggio dev’essere diventato parecchio frenetico.
Questa premessa non può, però, essere una scusa per il modo in cui, nel doppiaggio, i personaggi perdono spessore e, in alcuni casi sfociano nel ridicolo.
Prendiamo ad esempio il caso di Lost, che ha tra i tratti più notevoli proprio il trattamento dei personaggi. La serie – in particolare la prima stagione – si fonda sulle differenze culturali, che in buona parte vengono manifestate nei diversi accenti assunti dalla lingua inglese: dallo “standard” californiano a quello di New York, dall’australiano allo scozzese. Tutte sfumature che per forza non possono che essere perse nel processo di traduzione e doppiaggio in italiano.