Lime-mint agua fresca at Doma

Per capire la fine

Avvertenza: se non avete visto l’episodio finale di Lost, o l’ultima stagione, o l’intera serie, consiglio di aspettare di averlo fatto prima di leggere le mie divagazioni. Però, se non avete visto Lost per niente, non vedo perché dovreste essere interessati a questo articolo. Nonostante questo, e nonostante qualsiasi giudizio io possa dare in questo articolo, se non avete visto Lost—o siete di quelli che non hanno visto altro che un episodio della seconda stagione, con uno strano nigeriano che va in giro con un bastone, e sostengono che Lost non ha alcun senso—vi consiglio vivamente di puntare la macchina del tempo al 22 settembre 2004. Oppure di procurarvi i DVD—scegliete pure la soluzione che vi è più comoda. »

I miei troppi weblog

Con un libro sulla televisione finalmente in vendita in un noto negozio online, ho pensato che fosse ora di prendere più sul serio il mio scrivere di televisione. Dunque a partire da oggi tutte le mie divagazioni televisive avranno una nuova casa in Onde: a TV weblog su questo stesso sito.

Ho scelto il nome, Onde, perché mi pare ancora molto poetico e, a questo punto, anche un po’ rétro quando si tratta di televisione. Per non parlare del fatto che la parola somiglia parecchio a Orme, che per gli ultimi sei anni è stato il mio weblog personale.

Il contenuto iniziale di Onde comprende tutte le Orme di argomento televisivo pubblicate nell’ultimo anno e mezzo—ma niente paura, i vecchi link continueranno a funzionare.

Il mio orologio senza lancette

Si può fare a meno di cercare di leggere l’ora sull’orologio nella nostra stanza d’albergo a Valenza. Ha un quadrante, va bene. Ha anche, appeso, quello che mi sembrerebbe un cucù di peluche. Ma non ha le lancette. Sì, il nostro albergo, a due passi dall’impressionante Città delle Arti e delle Scienze, è uno di quelli con stanze tematiche che viaggiano sul confine tra umorismo e Kitsch—e lo superano spesso e volentieri.

Il viaggio da Barcellona—o meglio, da Viladecans, vicino all’aeroporto, dove siamo stati la notte dopo il mio arrivo—ci ha portati a Sitges per una colazione tardiva, che alla fine è diventata un pranzo fatto di polipetti, e, più tardi, a Sagunt, dove ho dovuto per forza sfoggiare le mie doti di pilota grazie a certe stradine di paese strette e raggomitolate su per le colline. »